IL 2021 DEI MERCATI: COSA CI ASPETTA?

L'immortale regina Elisabetta II d'Inghilterra fu incoronata il 2 giugno del 1953. Tale data fu scelta per l’incoronazione perché i meteorologi, interpellati in merito, avevano affermato che, a seguito di lunghi studi statistici, il 2 giugno sarebbe stato il giorno maggiormente soleggiato del calendario. Naturalmente quel giorno piovve...

Eccolo qua, uno dei tanti aneddoti che da anni raccolgo per ricordare (soprattutto a me stesso quando mi sento in vena di previsioni) quanto sia difficile, e a volte addirittura dannoso, tentare di mettere nero su bianco  qualcosa che per sua natura non dipende solo da noi, ma da moltissimi fattori.

Siamo però all'inizio di un nuovo anno, che già di per sè ci porta tante incognite, e, con la premessa di cui sopra, ritengo sia comunque doveroso per chi ripone fiducia nella mia professione e mi chiede un parere, individuare in campo economico/finanziario alcune tendenze che potrebbero caratterizzare il 2021.

Per cui si parte subito con la mia personalissima lista degli avvenimenti che investitori e operatori di mercato possono aspettarsi o, al contrario, sperare che non accadano, perchè, come allo stadio, dipende sempre da che parte stai...

  • Pandemia e vaccini: lo sviluppo di vaccini efficaci è già da qualche settimana una notizia positiva, che dovrebbe portare a una normalizzazione della vita sociale ed economica tra la seconda metà del 2021 e l’inizio del 2022, permettendo una ripresa degli utili aziendali nei settori più duramente colpiti dai lockdown. E, utili aziendali in aumento, significa aumento delle quotazioni di borsa.
  • Ripresa degli utili aziendali, significherà anche aumento dei P.I.L. Queste le stime più recenti: in crescita del 4,6% negli Stati Uniti, del 3,7% nell’Eurozona e addirittura dell’8% in una Cina che non ha smesso di correre nemmeno nell’anno del coronavirus.
  • Anche tutti i Paesi Emergenti nel complesso potranno beneficiare di condizioni migliori che aiuteranno il loro debito pubblico e le loro esportazioni. La ripresa economica nei mercati emergenti in realtà è già in atto perchè molti di questi hanno subito una contrazione inferiore a quanto inizialmente temuto. Anche il risultato delle elezioni USA sarà dalla loro parte,  dato che l’Amministrazione Biden porterà probabilmente a un indebitamento maggiore ( cosiddetto deficit fiscale) negli USA e di conseguenza a un dollaro più debole, che potrebbe vedere l’azionario emergente fare meglio rispetto ai mercati sviluppati.
  • A questo proposito, ecco però un rischio dietro l'angolo. Un eccessivo indebolimento del dollaro costituirà un problema serio se si spinge oltre il livello di 1,25; frenerebbe la ripresa economica dell’area euro e dell’area del Sud-Est asiatico, con possibili rischi di innesco della guerra valutaria fra banche centrali.
  • La guerra sarà invece forse un ricordo dopo tanti anni sul fronte commerciale. Vedremo la fine delle schermaglie USA-Cina, almeno per come le abbiamo  viste esplicitarsi, a colpi di dazi, nell’era Trump: Biden non sarà sottomesso ai diktat cinesi, ma certamente l’atmosfera dei rapporti tra USA e Cina sarà più improntata al dialogo. Anche il recentissimo accordo Europa-Cina, per liberi e reciproci investimenti, porterà ad un aumento, alla pari, degli scambi fra queste due aree economiche.
  • I tassi. Questa è una previsione facile: dovranno per forza rimanere molto bassi, per non penalizzare la tanto sperata ripresa. Chi ha debiti o si dovrà indebitare avrà per forza bisogno di accedere ai finanziamenti alle migliori condizioni possibili e praticamente tutte le Banche Centrali del mondo hanno già dichiarato continuità e sostegno, con iniziezioni di liquidità, "fino a quando sarà necessario". Così, nel 2021, sul loro bilancio graveranno, soldo più soldo meno, 5.000 miliardi di dollari per continuare ad  acquistare titoli di stato e obbligazioni societarie dei Governi locali. 
  • Attenzione però al rovescio della medaglia: uno dei rischi a livello mondiale potrebbe essere rappresentato da un ritorno dell’inflazione. Se la crescita globale dovesse rivelarsi più vigorosa del previsto, i prezzi di materie prime come metalli industriali o petrolio partirebbero al rialzo, trascinando con sé l’inflazione e creando incertezza in particolare per quelle obbligazioni non indicizzate al carovita.

In sintesi, ed è quello che interessa a noi, secondo queste aspettative, avremo mercati più stabili e ritorno ad una "sana" volatilità. 

Quindi, uno scenario macroeconomico internazionale e locale che porterà di nuovo consumi, viaggi e turismo, e un ritorno agli investimenti delle aziende, che in questo modo favoriranno anche una ripresa dell'occupazione. Questo vorrà dire anche ricominciare ad utilizzare l’enorme mole di risparmio privato accumulato nei conti correnti delle banche nel periodo della pandemia. 

Insomma, le "mie" previsioni dicono che un "new normal" 2021 ci aspetta...e anche noi dopo tanto tempo, con un pò di ottimisimo anche economico, aspettiamo questo BUON ANNO!

 

 

 


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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