BALOCCHI E PROFUMO…DI DOLLARI: IL FENOMENO DEL “GAMING”

Con un tasso di crescita annuale di oltre 9 punti percentuali, il mercato dei videogiochi rappresenta il segmento più grande del mercato dell’intrattenimento e per il 2022 gli analisti preannunciano lo sfondamento della barriera dei 200 miliardi di dollari, una soglia più che altro psicologica visto che il mondo dei balocchi elettronici guadagna da anni più di cinema e musica messi insieme.

Prendiamo allora atto che al mondo da qualche anno quando si parla d’entertainment, piace prima di tutto (video)giocare.

Soprattutto la pandemia ha completamente ridisegnato il mercato dell’intrattenimento: ci sono settori, basti pensare agli spettacoli musicali, a quelli teatrali e a quelli cinematografici, che hanno registrato un sostanziale azzeramento degli introiti, mentre altri hanno messo a segno una crescita esponenziale.

Oggi perciò gli analisti finanziari stanno cominciando a vedere il mondo dei videogiochi non più soltanto come un passatempo, ma come un settore economico solido e in costante crescita, che può offrire interessanti prospettive di guadagno e perciò da affrontare come strategia di investimento tematico nei titoli quotati di questo settore.

 

I numeri e le ripartizioni

La maggior parte dei ricavi è attribuibile al mondo mobile, che con un fatturato stimato di 103 miliardi di dollari in questo 2022 dovrebbe rappresentare il 53% del mercato nella sua globalità.

Subito dietro troviamo le console (piccola nota etimologica: un dispositivo per giocare ad un videogame è una console, dall’inglese, ma in italiano può anche essere chiamata consolle, dal francese), che stando alle proiezioni dovrebbero generare 53 miliardi di dollari, ossia il 27% del volume totale.

Chiude il mercato dei personal computer fissi, a 40.4 miliardi di dollari, che rappresenta il 21% della spesa globale dei videogiochi. È da notare che il gaming su computer è stato dato più volte per spacciato negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento delle prime PlayStation e Xbox; eppure è proprio lì che colossi come Sony e Microsoft da qualche tempo stanno rivolgendo le proprie attenzioni.

Per quanto riguarda la ripartizione geografica dei ricavi, il mercato nordamericano vale 51,3 miliardi di dollari, seguito da quello europeo a 34.1 miliardi. Lontanissimi, in termini numerici, Africa e Medio Oriente (7,1 miliardi) e America Latina (8.7 miliardi). Quasi l’altra metà della torta è ovviamente attribuibile in larga parte al mercato cinese e giapponese che producono rispettivamente 56 e 38 miliardi di dollari di fatturato.

I più amati?  “Minecraft”, videogame svedese, è indubbiamente il preferito, digitato in rete con una media di 350mila volte al mese. A sorpresa, gli altri due gradini del podio del gaming sono occupati non dalle ultime uscite del settore, ma da due dei giochi più in voga negli anni ‘80: "Tetris", il videogame russo di logica con moduli di varie dimensioni che vanno ad incastrarsi, cercato in rete 127 mila volte al mese, e  un classico come "Pac Man", con 118 mila utenti al mese.

Un po' di storia… e qualche sigla.

Sebbene le console esistano dall’invenzione dei videogiochi, ci sono voluti quasi 20 anni perché sostituissero completamente le sale giochi. Un traguardo importante si raggiunse quando Sony lanciò la prima Play-Station nel 1994.

All’inizio giocare a videogiochi era considerato solo un passatempo per “smanettoni”, riservato a fan irriducibili. Nel corso degli anni, però, i videogiochi sono diventati d’uso più comune grazie a marchi di successo come “Super Mario Bros” di Nintendo e a videogiochi sportivi creati da altri sviluppatori.

Quella che era iniziata come una pratica solitaria è diventato poi un evento social con il gaming online. Tutti i giorni, milioni di persone in tutto il mondo si collegano con i loro amici on line, e giocano al loro gioco preferito, che sia di tipo sparatutto in prima persona (FPS- First Person Shooter), un gioco di ruolo (RPG -  Role Playing Game) fantasy o un videogioco a sfondo criminale.

La tecnologia fa progressi e migliora nel tempo, le unità di elaborazione della qualità grafica e gli altri processori sono migliorati e diventati più accessibili: anche i monitor 4K oggi sono molto più comuni.

Risultato: in tantissimi oggi possono avere in tasca una console per giocare e questo ha contribuito enormemente alla maggiore diffusione dei giochi. I videogiochi ormai non sono più solo per bambini. Anche nonne e nonni in tutto il mondo hanno iniziato a praticarlo con i loro dispositivi mobili e chi pensa che questo sia un fenomeno trainato dai giovanissimi si sbaglia perchè la percentuale di giocatori di età compresa tra 55 e 64 anni è cresciuta del 32% negli ultimi due anni.
Sempre grazie alla tecnologia, lo streaming dal vivo ha creato delle vere e proprie celebrità, che sono diventate ambasciatori assai ben remunerati dei marchi, e sono influenti quanto celebrità del mondo dell’intrattenimento o atleti professionisti. L’ascesa del gaming online e mobile poi ha dato vita a business relativamente nuovi, come le leghe e-Sports, che organizzano tornei che attirano milioni di spettatori e milioni di dollari in sponsorizzazioni. Secondo le recenti stime di Goldman Sachs gli sport elettronici potrebbero raggiungere i 2.200 miliardi di dollari di giro d’affari entro il 2023.

 

Solo speculazione o un investimento per diversificare?

Forse ancora qualcuno si ricorderà cosa successe il 27 gennaio 2021 al titolo GameStop, il più grande rivenditore di videogiochi nuovi e usati nel mondo, quotato a Wall Street, il “Blockbuster del gaming”. Le sue azioni, quotate a inizio anno a 17$, e in odore di fallimento in quanto considerata a rischio la catena fisica dei negozi, schizzarono alla esorbitante cifra di 348$. La “colpa” fu del gruppo social “Reddit”, una community finanziaria con 9,4 milioni di giovani iscritti, che decise l’acquisto improvviso di ingenti quantità di azioni dell'azienda, determinandone un aumento vertiginoso del prezzo. Le cose da allora si sono normalizzate, GameStop esiste ancora ma il prezzo in borsa è rientrato ai corretti valori di mercato.

Il gaming non sarà la panacea di tutte le borse nel  2022, ma sicuramente sarà un trend di investimento da tenere d’occhio per i prossimi anni.  Le nuove piattaforme di gioco, la monetizzazione in-game e la fusione tra social media e giochi di cui il Metaverso di Facebook è la punta di diamante, potrebbero alimentare un’ulteriore crescita nel settore dei giochi. Ne sono più che convinti gli analisti di molte Case di Gestione.
Gli utenti che giocano online sono quadruplicati in un solo anno e cercano sempre nuove esperienze da vivere per cui la commercializzazione di queste console e dei relativi giochi, sia vecchi che nuovi, potrebbe continuare a guidare la spesa degli utenti e la conseguente crescita degli utili nei prossimi anni.

L’aspetto sociale del gioco ha creato una ulteriore fonte di entrate per l’industria: le micro-transazioni. Nello stesso modo in cui le persone acquistano vestiti, automobili e gioielli nel mondo reale, i giocatori effettuano acquisti in-game per esprimere la propria personalità e presentarsi agli altri nel mondo virtuale. Per spingere gli acquisti in-game le piattaforme offrono sconti, “nuove vite” per giocare, potenziamenti e l’eliminazione degli annunci pubblicitari mentre si gioca e quindi le aumentate transazioni favoriscono il coinvolgimento degli utenti e possono aiutare la crescita dei ricavi del settore nel lungo termine.

 

Gli strumenti finanziari disponibili

La conclusione come sempre non è una sollecitazione all’ investimento, in quanto, proprio come un gioco, lo sappiamo, anche in borsa si vince e si perde (il termine “giocare in borsa” sembra coniato a proposito).
Ricordiamo solo che a disposizione di chi volesse, lo ribadiamo, diversificare una piccola quota dei propri risparmi, esistono molte Sicav ed Etf che cercano di selezionare  all’interno dei loro comparti i titoli con le migliori prospettive. Le parole “chiave” che consiglio di utilizzare per la ricerca sono due.

La prima è “Consumer Trend”, perché è proprio all’interno di questi Fondi, Sicav ed ETF tematici legati ai consumi più alla moda che si nascondono i migliori titoli del gaming.

La seconda? Opterei per “Consulente Finanziario”. Se trovate quello giusto…il gioco è fatto!


Giuseppe Gentili - Personal Advisor

Dott. Giuseppe Gentili

Giuseppe Gentili è un Personal Advisor. Ha ottenuto la certificazione EFPA nel 2012 e dal 1999 è iscritto all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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